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Settimo pensiero di San Valentino

Oggi come ogni anno come tutti i giorni dell’anno e una meraviglia . Una meraviglia ( una girandola ) ogni colore disegnata su di essa un dolce vento trascina la girandola dei multicolori animano il dolce vivere . Ho ritrovato un giorno tutto questo una giostra sta per girare dei cavalli su di essa incominciano ha girare delle carrozze anch’esse trainate da cavalli manca solo della musica western ;qui i colori ti confondono e mentre ammiriamo tutto questo un bacio sulla guancia poi la sua testa sulla spalla adesso i pensieri sono tutt’uno

Un bar o forse una trattoria

Nel mio girovagare senza meta mi ha messo un po’ di fame mi fermo ; che sia un bar lo vedo su un vetro con un pennarello nero c’è disegnato una tazzina fumante , tutto attorno un grigio scuro si vede che i vetri sono puliti solo all’interno un po’ su in alto una scritta t a t r a manca delle lettere intuisco o e solo la fame dovrebbe essere una trattoria. Entro un suono quasi di sirena poi cambia una campana mi accoglie una signora gentile non so darle una età nel vestire e dai capelli tirati su a ciuffo di ananas faccio fatica a non sorridere ai piedi dei stivaletti in pelle con dei risvolti un vestito lungo non scopre le gambe molto spesso una mantella copriva il davanti lei molto a suo agio ; mi chiese cosa prendevo io gli dico c’è un menù potevo scegliere un paio di menù è venivano cotti al momento faccio la mia scelta è mi accomodo . Mi guardo in giro le finestre eramo grigie anche all’interno eravamo in estate un po’ di cianfrusaglie in giro in un angolo sembrava di essere nei giorni dei morti delle zucche delle ragnatele spero finte un ragno molto grande faceva la sua bella figura arriva il primo piatto ho aspettato un po’ ma ho gradito sembrava di essere in un ristorante con molte stelle e anche il secondo con il contorno non mi ha deluso ; da lì a poco fece capolino un topolino con due occhi furbetti nel l’angolo delle zucche , in quel mentre arriva la signora sempre molto gentile mi chiese sé volevo un digestivo io dico no e gli faccio presente cosa sto vedendo lei con disinvoltura dice: ecco dov’eri finito sei uscito dalla gabbietta il mio povero criceto sei spaventato adesso poi con calma ti rimetto a posto . Pago saluto mentre torno in auto (sarà a me sembrava tutto tranne che un criceto)

I primi di marzo le mie 60 primavere

Un weekend in campagna come un anno prima , rivedere le meraviglie del posto non ancora primavera è infatti le rondini si fanno aspettare . Rivedere luoghi come la prima infanzia insieme con la mia dolce compagna è tutto roseo ;solo delle tettoie dove vanno a dormire gli animali delle reti delimitano galline oche conigli dei maiali con reti più rinforzati cani da pastori anno un loro sentiero . La polenta fatta cuocere in una pentola molto grande un rimescolare continuo senza fretta come il lento vivere senza l’agitazione della città ci prendiamo per mano una passeggiata nei boschi aspettando la cena appena il tramonto con un cielo rossastro ci dà l’ora per tornare indietro

I miei zii la prima volta a Torino

Prima del 1960 ha trovare fortuna a Torino , la prima abitazione in corso casale due locali per tre persone un gabinetto in comune , per 300 metri dei caseggiati a livello del fiume quando pioveva per alcuni giorni dovevi mettere i stivali . Trovarono quasi subito da lavorare in grandi ditte di Torino solo uno di loro non accettò di vivere in Torino si mise a fare l’imbianchino per dare il contributo ha vivere in quella sistemazione provvisoria . Mio nonno chiese a uno di loro se non si fosse aggiustato ne avrebbe avuto bisogno in Puglia . Il lavoro era di mezzadria c’erano campi di grano vigneti è una quarantina di ulivi da lì a qualche anno avrebbe lasciato per andare in pensione . Naturalmente fece presa su chi l’emigrazione non era per lui , mentre gli altri due avendo il posto sicuro trovarono moglie è un appartamento popolare allora c’erano molti palazzi in costruzione da 5 piani senza ascensore senza garage furono costruite molte case popolari una richiesta infinita

Il vecchio e il giovane

Un amico molto tempo fa non ha attrezzatura per scalare montagne ma ci prova tutte le volte . Noi invece vestiti come se andavamo a una festa ne approfittiamo per visitare un paesino ; una colazione abbondante fatta in precedenza ci salutiamo con il nostro amico gli diciamo di fare delle foto allora le macchine fotografiche erano ancora con i rullini dopo una settimana potevamo guardare i risultati . Quasi tutti i paesani avevano i vestiti del tempo le signore con vestiti sgargianti gli uomini un farfallino e dei cappelli facevano la loro figura . Un locale vendeva dei formaggi sia freschi che stagionati della frutta del luogo , facciamo la spesa del pane appena sfornato cerchiamo un posto dove poi mangiare . Adesso anche noi per la campagna una passeggiata senza fretta un ruscello limpido si vedono delle trote alcune saltano riuscendo ha prendere l’insetto preferito . Dopo alcune ore arriva il nostro amico e racconta è dice: sono arrivato molto in alto poi mi sono accorto una strada portava a un casolare nei tempi che furono veniva usato per ricoverare le mucche . Un vecchio ma ancora arzillo seduto su una panca un cane a fianco anche lui vecchio un vecchio fucile una pipa in bocca la prima cosa che mi dice : vengo qui per respirare un po’ d’aria pulita ( ha dire la verità mi sembra una ciminiera ogni tanto dei sbuffi creano delle nuvolette ) la nostalgia è stare qui anche solo per un giorno mi fa sentire come una volta pieno di vita fra un po’ mia figlia con la jeep ci viene ha raccogliere.

Sesto pensiero di San Valentino

Dicono dei tempi andati proverbi , i bis bis nonni i nonni i padri ogni volta che qualcosa non si capisce un proverbio mette a posto le cose della vita . Il vino mette buon sangue un mosto nei suoi tini manda odori inebrianti . Come in una vita romantica il rosso prevale su tutto ; un rossore delle guance mette in evidenza la prima cotta . Il sangue nel suo percorso arterioso , provoca negli organi dei sobbalzi , un respiro affannoso il cuore accetta ben volentieri un sangue ossigenato è puro scorre veloce verso il cervello , a questo punto avviene il fatto un gonfiore alla gola , le parole a questo punto sono spezzettate , prende vigore l’odore della pelle una maglietta profuma di lavanda presa anzitempo dall’armadio . Come inebriati da un mosto d’uva selezionate ci avviciniamo sempre più

Una vita piena di curve e della rotondità piena di vita

Cosa succede nella vita delle curve piacevoli delle sensazioni piacevoli ; il primo incontro un rossore sul viso , non azzeccare un discorso con senso compiuto un sorriso da lei solo per compiacere. Forse avrei dovuto migliorare quel parlare agitato , come seduto su una sedia piena di chiodi appuntiti tutti i miei sforzi mi avrebbero fatto del male fisicamente . Faccio un gesto allungo la mia mano destra aperta cerco la sua mano sinistra lei mi accontenta me la tiene stretta adesso finalmente possiamo ammirare il panorama sottostante . Un battello si allontana dalla costa sempre più si allontana sta per sparire nell’orizzonte del mare solo la rotondità della terra a far sparire il battello il ciclo della vita un alba simbolo di vita eterna un tramonto senza sentirlo nostro